Ricorda: non stai parlando con un apparecchio inanimato, ma con una persona. Non vergognarti di gesticolare, di muovere i muscoli facciali, di sorridere, di strabuzzare gli occhi quando la conversazione lo richiede: l’unico modo per animare la conversazione, per infonderci la tua umanità, è quello di dare libero sfogo, con il corpo, alle tue emozioni. Se rimani rigido come un baccalà, l’altro lo avverte, anche se non ti vede.
• Inizia la conversazione con un «Buon giorno!» o con un «Ciao!» cordiali, allegri, che sprizzino ottimismo e socievolezza. C’è chi parte freddo e carbura strada facendo; ma è sbagliato, perché la prima impressione è la più importante.
• Termina la conversazione con altrettanto calore. Le ultime parole sono quelle che, più vicine nel tempo, si ricordano meglio e lasciano l’impressione finale. Perciò accomiatarsi con un saluto fiacco, trascinato guasta tutto quello che si è detto prima. Conoscerai persone che al momento di lasciarti biascicano un «Ciao ciao» privo di vita. Oppure, peggio ancora, pronunciano un «Ciao» frettoloso e mettono subito giù la cornetta, come se avessero fretta di mollarti. Non fare come loro: se devi congedare qualcuno velocemente, o devi dirgli di farla corta, sii gentile. Digli «Mi scusi, ma non posso stare molto al telefono perché ho degli impegni urgenti da sbrigare», e poi aspetta un paio di secondi, dopo l’ultimo saluto, prima di mettere giù. Non c’è niente di peggio che trovare qualcuno che tronca brutalmente la conversazione con «La saluto, buonasera». Clic.
Vieni subito al sodo. Chi è dall’altro capo del filo potrebbe avere fretta, soprattutto se gli stai parlando di lavoro. Sii sintetico, punta al dunque anziché girarci intorno a lungo. Con gli amici puoi dilungarti di più, ma anche loro vorranno ricevere informazioni concrete su di te anziché ciance vuote.