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Superando il problema, cioè imparando a parlare di fronte alla gente, avrai ampliato la tua zona di agio. Per questo i problemi ci fanno migliorare: perché espandono le nostre capacità. Perché sono sfide che dobbiamo vincere.
Affronta le sfide – Ecco cosa sono i problemi: sfide. L’uomo medio ama le sfide. I problemi, no; sono una brutta gatta da pelare. Ma la sfida è qualcosa di eccitante, di stimolante. Ecco perché ti consiglio di chiamare sfide i tuoi problemi.
Stai pensando: ma cosa cambia, è solo una questione di parole! Eh no, ti devo correggere. Le parole sono pietre. Sono il modo con cui etichettiamo la realtà; e attaccarle un’etichetta piuttosto che un’altra può cambiare tutto. Lo sanno bene i maghi del marketing: chiamare una bambola Barbie o Genoveffa non è la stessa cosa.
Trova le domande potenzianti – Quando hai un problema – pardon, una sfida – non passare tutto il tempo a rimuginarci su, a imprecare contro il destino, a metterti in croce. Cerca invece la soluzione.
Dovresti usare:
- il 20% del tempo per analizzare il problema;
- l’80% per trovare la soluzione.
Di solito facciamo il contrario. Anzi, di peggio. Passiamo l’80% del tempo non a esaminare il problema, ma a piangerci su. E ci poniamo domande come “Perché è capitato proprio a me?”, “Perché sono così sfortunato?”. Oppure ci colpevolizziamo: “Come ho fatto ad essere così cretino?” A domande demotivanti corrispondono risposte altrettanto distruttive: “Perché sei un idiota”, “Perché sei sfortunato”, “Perché tutti ti sono nemici”. Risposte che ti fanno cadere le braccia, per non dire altro; che fanno apparire il problema una montagna altissima, insormontabile.
Prova, invece, a formulare altre domande:
- Cosa c’è di buono in questa sfida?
- Cosa posso imparare?
- Come posso vincerla?
Ponendoti le domande giuste troverai le risposte giuste. Lo dice anche la Bibbia: chiedete, e vi sarà dato. Chiedi le domande giuste, e ti sarà data la risposta giusta. Chiedi domande del cavolo, e avrai risposte del cavolo.
Fai a pezzi i problemi! – Non sempre basta porsi le domande giuste per risolvere i problemi: spesso serve anche farli a pezzi. Perché i problemi sono come una pietra dura: le domande la ammorbidiscono, ma poi ci vuole uno scalpello che la spacchi in tante parti.
Il tuo scalpello è la tua capacità di spezzare i problemi grossi, quelli che sembrano troppo grandi per essere affrontati, in problemini di dimensioni più maneggevoli. I problemi grossi sono infatti quasi sempre la somma di problemi più piccoli.
La tua sfida è aprire una società che ti faccia guadagnare tanti soldi? Partendo da zero, sembra un’impresa titanica.
Ma il problema si può suddividere in tante parti. Devi infatti:
1) Eseguire uno studio del mercato, per capire in che nicchia inserirti
2) Stabilire la mission dell’impresa.
3) Identificare un piano d’azione.
4) Trovare soci, o collaboratori, che credano nel progetto.
5) Reperire finanziamenti.
A sua volta, ciascuno di questi cinque punti può essere suddiviso in altri. E’ come scalare una montagna: se punti subito alla vetta rischi di fallire, se invece articoli il tuo percorso in tappe ce la puoi fare.
Pentalogo
Come trasformare i problemi in occasioni di crescita:
1) Considera ogni problema qualcosa che ti aiuta a migliorare
2) Sii desideroso di allargare la tua zona di agio
3) Impara a chiamare i problemi con il loro nome: sfide
4) Poniti domande potenzianti
5) Spezza i problemi: suddividi quelli grossi in tanti piccoli.
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