segretaria.
Ovvio, è lei che gli cattura l’attenzione! E l’impiegato percepisce inconsciamente che il capo non è davvero interessato a lui in quel momento, benché gli stia rivolgendo la parola, gli stia sorridendo e magari gli stia anche facendo cenno di sì col capo.
Facci caso: quando due persone stanno conversando, si manifestano il reciproco interesse rivolgendosi l’una verso l’altra le punte dei piedi. Se sopraggiunge una terza persona e desiderano che partecipi alla loro conversazione, apriranno i piedi verso di lei, formando una specie di triangolo; altrimenti indicheranno la loro chiusura mantenendo i piedi nella posizione precedente.
Non cambia nulla se i due che stanno amabilmente chiacchierando sono seduti su un divano, rivolti l’uno verso l’altro. All’arrivo di un terzo, segnaleranno la loro accoglienza rivolgendo i piedi verso di lui; in caso contrario, non li sposteranno.
Seguendo lo stesso criterio, congedare una persona con la punta del piede rivolta verso la porta aperta svela il desiderio che se ne vada al più presto, magari contraddicendo la gentilezza delle parole. Immagina la scena: il padrone di casa accompagna l’ospite alla porta dopo una simpatica serata in compagnia. Gli dice di essere rammaricato che se ne debba già andare: «Peccato, avrei avuto tanta voglia di stare ancora un po’ con te...». Però il suo piede bussola non indica l’ospite, bensì la porta: non c’è dubbio, lo vuole fuori, e presto! L’ospite si accorge che il linguaggio non verbale del suo (ex?) amico smentisce le sue parole, si sente non gradito e si affretta ad andarsene.
Per concludere, sappi che tenere i piedi molto vicini, o addirittura stretti, sia in piedi, sia seduti, è sintomo d’insicurezza. E si capisce perché: se riduci lo spazio d’appoggio sul terreno, il tuo equilibrio perde in stabilità.
Al contrario, tenere i piedi larghi, ben piantati in terra, con le gambe ben divaricate, indica sicurezza, o addirittura aggressività, strafottenza: è l’atteggiamento dei pistoleros nei film western.