1. La stretta dominante. La usano persone importanti, o che si considerano tali; oppure persone arroganti, che tendono ad imporsi. Ma può anche essere usata da chi assume un atteggiamento paternalistico, di protezione. Insomma, è la stretta di chi si sente un gradino sopra il suo interlocutore e imita, nel suo piccolo, il gesto del Papa, che benedice i fedeli tenendo la mano aperta e il palmo rivolto verso il basso. Ma mentre il Papa ci vuole proteggere, la maggior parte di coloro che ci stringono la mano in modo autoritario vuole soltanto dominarci, e inizia a intimidirci proprio con la stretta di mano.
Possiamo reagire in due modi: o ruotando la mano, in modo da essere noi ad avere la stretta dominante o quella collaborativa; oppure, per evitare un imbarazzante braccio di ferro possiamo posare il palmo dell’altra mano – di solito la sinistra – sul dorso della mano dell’interlocutore. Il messaggio è: tu vuoi dominarmi, ma io non sono disposto a cedere.
2. La stretta sottomessa. Chi tiene, abitualmente, il palmo all’insù? Il mendicante, che si sottomette al passante per chiedergli l’elemosina. Di conseguenza chi è cedevole porge la mano in questo modo.
3. La stretta collaborativa. Due che vogliono collaborare e che si sentono allo stesso livello si danno la mano di taglio: nessuno domina e nessuno si sottomette.